Chat AI, modelli diversi, conoscenza aziendale e agenti in un’unica piattaforma AI aziendale, sviluppata dalla tech company di Smeup, gruppo italiano specializzato nella trasformazione digitale delle PMI
Erbusco, 20 ottobre 2026. Userbot, tech company di Smeup (gruppo italiano specializzato nella trasformazione digitale delle PMI), presenta la sua nuova piattaforma “Made in Italy” per l’adozione governata dell’intelligenza artificiale nelle imprese.
Lanciata a ottobre 2026, la nuova piattaforma AI aziendale riunisce in un unico ambiente i principali modelli di AI, la conoscenza aziendale, gli agenti condivisibili e i workflow, lasciando all’azienda il compito di decidere chi può usare cosa, a quale costo e quali azioni l’AI può compiere.
Il punto di partenza è un’esperienza già familiare, quella di una chat AI: ogni persona può fare domande, scrivere testi, analizzare file, creare documenti e cercare informazioni, con la stessa immediatezza con cui utilizza strumenti come ChatGPT. La differenza è che in Userbot lo fa attraverso un account aziendale, scegliendo tra i modelli abilitati dall’organizzazione, che definisce accessi e limiti di spesa. E non si parte da una pagina bianca: al primo accesso la piattaforma analizza il sito dell’azienda e propone i primi Agenti AI su misura.

Da questa esperienza quotidiana, l’utilizzo può crescere: le persone possono lavorare sulla conoscenza aziendale, creare Agenti AI da condividere con i colleghi e introdurre workflow con azioni e approvazioni definite dall’impresa.
A sostenere questa evoluzione è l’esperienza maturata da Userbot in quasi 10 anni di AI applicata all’automazione di processo e customer service per imprese private ed enti pubblici, insieme alle competenze di Smeup, gruppo attivo dal 1986, con oltre 700 persone e più di 2.600 clienti in 29 Paesi. Nel 2026 Userbot è citata in nove report Gartner® Hype Cycle™. L’obiettivo è accompagnare l’adozione nei diversi reparti, per offrire alle persone accesso a più modelli, collegare la conoscenza aziendale e trasformare istruzioni e competenze individuali in Agenti condivisi, workflow e app interattive, con regole definite dall’organizzazione.
L’intelligenza artificiale è già entrata nel lavoro quotidiano delle aziende, spesso per iniziativa dei singoli: le persone scelgono gli strumenti più adatti, imparano a usarli e, a volte, lo fanno con account personali anche per elaborare informazioni aziendali. È la shadow AI, cioè l’uso di strumenti non approvati dall’azienda, e il fenomeno è ampio: secondo The State of Shadow AI di UpGuard (2025), l’81% dei dipendenti intervistati dichiara di utilizzare strumenti AI non autorizzati. Ne derivano competenze frammentate, difficoltà a definire regole comuni, gestire i costi e condividere le pratiche più utili, e il rischio che documenti, dati commerciali e know-how finiscano fuori dagli ambienti scelti dall’impresa.
Userbot nasce per rispondere proprio a questo scenario: una piattaforma AI aziendale che offre uno spazio comune in cui utilizzare l’AI, mantenendo la possibilità di scegliere tra modelli diversi e dando all’organizzazione gli strumenti per governarne l’adozione, in maniera sicura e controllata.
«Ogni azienda sa più di quanto riesca a mettere al lavoro. Ci sono conoscenze nei documenti, esperienza nelle persone, idee che restano dentro un reparto. Con Userbot vogliamo dare a ogni persona la forza di tutto ciò che la sua azienda sa, potenziandolo con uno strumento AI sicuro e governato. Un’intuizione può diventare uno strumento per tutti, con Agenti AI condivisi. Una competenza può attraversare i reparti, con Skill e Workflow. E l’azienda mantiene sempre la guida quando l’AI passa dalle risposte alle azioni, con governance e controllo. È questa la nostra visione: ciò che impara una persona fa crescere l’intera organizzazione, solo così l’adozione dell’AI diventa un valore reale», spiega Antonio Giarrusso, fondatore di Userbot.
Dall’utilizzo individuale alla conoscenza condivisa
All’interno della piattaforma, tutto parte dall’amministratore, che sceglie quali modelli mettere a disposizione, chi può utilizzarli e quali limiti di spesa applicare. In questo perimetro, le persone possono lavorare con modelli di diversi fornitori, tra cui OpenAI, Anthropic, Google e Mistral, o anche i propri modelli privati, secondo la configurazione adottata dall’azienda.

Attraverso le integrazioni disponibili, è poi possibile collegare l’AI alla conoscenza e ai sistemi aziendali in un click, come Google Drive, SharePoint, CRM ed ERP. Le risposte basate sui documenti possono indicare le fonti utilizzate, permettendo agli utenti di consultare i riferimenti e verificare le informazioni.

Le persone autorizzate dall’azienda possono creare Agenti AI, Workflow e piccoli software semplicemente descrivendo in linguaggio naturale il compito da svolgere, le istruzioni e le conoscenze da utilizzare. Poi il risultato può essere condiviso con il proprio reparto o con l’intera organizzazione, secondo i permessi assegnati. Il metodo sviluppato da un collega per consultare la documentazione tecnica, preparare un’offerta o rispondere a una richiesta ricorrente diventa così uno strumento riutilizzabile dal team.

Azioni e approvazioni sotto il controllo dell’impresa
Condividere agenti e competenze, però, è solo una parte del valore: a fare di Userbot un ambiente di lavoro superiore a un semplice spazio di accesso ai modelli è il governo delle azioni. Quando l’AI passa dalla preparazione di una risposta all’esecuzione di un’azione, l’azienda può stabilire cosa consentire e dove richiedere l’intervento di una persona.
Un agente può, per esempio, preparare un’email senza essere autorizzato a inviarla. Nella preparazione di un’offerta commerciale, può aiutare il team a consultare la documentazione e predisporre una proposta, mentre un workflow organizza i passaggi successivi e richiede un’approvazione prima dell’invio al cliente. Le connessioni agli strumenti aziendali operano con i permessi dell’utente che le utilizza.

Su questa logica si innestano Workflow e Mini App: i primi consentono di organizzare attività e automatizzare passaggi senza scrivere codice, combinando AI, istruzioni, dati, calcoli e verifiche. Le seconde permettono ai vari dipartimenti di creare piccoli software interni, come interfacce, configuratori e procedure guidate, anche in questo caso senza scrivere codice. L’impresa può così introdurre l’automazione nei processi mantenendo punti di controllo espliciti.
Lo stesso principio di controllo riguarda anche il trattamento dei dati. Userbot è infatti pensata per il contesto europeo a livello di architettura e di contratto: nessun addestramento sui dati del cliente, nessuna conservazione presso i provider, instradamento dei dati in regione UE e rapporto con un’entità italiana. È progettata per GDPR e AI Act, e prevede identità aziendale con SSO, ruoli e gruppi, tetti di spesa per persona e per team, tracciamento delle modifiche amministrative e dichiarazione esplicita quando si interagisce con un assistente AI.

Un percorso di adozione progressivo
Tutte queste funzioni non devono arrivare in azienda insieme, ma possono essere introdotte per gradi: prima si mette in sicurezza l’uso dell’AI già presente in azienda, usando una Chat sicura e governata, poi si condividono le competenze attraverso gli Agenti, si collegano i dati aziendali e infine si automatizzano i processi.
Ogni fase può essere accompagnata da formazione e dal coinvolgimento di referenti interni, capaci di individuare casi d’uso utili, aiutare i colleghi e favorire l’adozione nei diversi reparti. La piattaforma diventa così parte di un percorso che riguarda strumenti, persone e organizzazione.
Piattaforma AI aziendale: disponibilità e prezzi
Userbot è disponibile da oggi su userbot.ai, con 14 giorni di prova gratuita. Il piano Pro costa 29 euro al mese per persona, IVA esclusa, con l’uso dell’AI incluso. Per le organizzazioni più grandi è disponibile il piano Enterprise, su misura.
Contatti stampa
Alessia Catoni
Marketing Manager
Telefono: +39 030 7724111
E-mail: marketing@smeup.com
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